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CANTI MEDIEVALI COME RAFFINATEZZE
MUSICALI
Con voci limpide e agili, raggiunta una grande autenticità
di Rudolf Wesner
Sabato pomeriggio, nell’ambito dell’Estate
Culturale di Honloe è stato organizzato un concerto di
musica sacra antica. Le bellissime e limpide voci dei cantanti
del gruppo vocale italiano Ad Organum Faciendum hanno
risuonato nell’alta e spaziosa sala di Sant’Egidio,
creando un’atmosfera particolarmente suggestiva. Le radici
di questa musica risalgono più o meno allo stesso periodo
in cui è stata costruita la chiesa vicino a Schwabisch
Hall. Pertanto il pubblico del concerto, che ha registrato il
tutto esaurito, ha potuto ricevere una veritiera impressione del
tempo prima del Rinascimento in Europa. Per la precisione, Ad
Organum Faciendum è composto da due formazioni, perchè
le quattro voci femminili formano il gruppo Dal
Canto Nostro. Esso ha arricchito il programma composto
da un repertorio medievale, al quale entrambi i gruppi si dedicano.
Ulrich Pfeifer, il maestro della formazione vocale, raccoglie
da più di quindici anni composizioni musicali medievali
e assieme ai suoi colleghi è riuscito a dar vita a musiche
dimenticate in polverosi archivi.
Il concerto offerto, che è durato quasi un’ora e
mezzo senza pausa, conteneva canti dall’Italia, Spagna,
Corsica, Svizzera e Germania del Sud. Le voci femminili e maschili
eseguivano i brani polifonici alternandosi tra loro. Il suono
delle voci, coltivate in modo da suonare metalliche, impressionava
straordinariamente. Inoltre le cantanti e i cantanti hanno dimostrato
un’enorme abilità nell’adeguare le loro corde
vocali allo stile delle varie opere, provenienti da diversi paesi.
La suddetta autenticità si è percepita in modo estremamente
vivo.
L’atmosfera creata dalle composizioni sacre composte dal
13° al 15° secolo era solenne e meditativa.
Le quattro cantanti e i tre cantanti hanno offerto un saggio,
con la loro interpretazione di elevata competenza artistica, di
una credibile articolazione della cultura e della tecnica del
canto medievale.
Gli spettatori del concerto hanno ascoltato e vissuto, nella chiesa
di S. Egidio, una rara raffinatezza musicale.
(Haller Tagblatt 25.06.1996)
IL CANTO DELLE PIETRE FA
TAPPA A GEMONIO
di Federica Lonati
Prosegue il viaggio tra musica e devozione nel Medioevo
e Rinascimento iniziato a fine maggio in Santo Stefano a Bizzozero.
“Ognon m’entenda”è infatti il titolo
del concerto di canto polifonico in programma questa sera in San
Pietro a Gemonio (ore 21, ingresso libero), seconda tappa in provincia
di Varese del ciclo interregionale Il canto delle pietre, ideato
per ricreare la compenetrazione tra sonorità antiche e
ambiente architettonico coevo.
Protagonista del concerto nel piccolo gioiello di architettura
romanica, incentrato sulle partiture
sacre sia di carattere colto che popolare, sarà l’ensemble
femminile Dal Canto Nostro, specializzato nello studio di prassi
esecutive antiche. Mirella Bellato, Valeria Gatti, Giuseppina
Losi e Paola Mayer, milanesi in formazione dal 1989, svolgono
da empo intensa ricerca nel campo della musica medioevale, e soprattutto
sulla tradizione e la trasmissione orale del canto devozionale.
Particolare attenzione dedicano inoltre al tipo di emissione vocale
utilizzata dai cantori tradizionale, avvalendosi dell’apporto
“tecnico” di numerosi studiosi del settore tra cui
Dominique Vellard. Il gruppo ha al suo attivonumerose esibizioni
pubbliche in tutt’Italia e ha preso parte con successo all’edizione
’93 della Rassegna di musica medioevale di Assisi.
Per canto dlla sfera devozionale s’intende tutta quella
serie di partiture sacre, spesso mutuate dal repertorio profano
(secondo la nota prassi del “travestimento spirituale”
in voga anche in letteratura) e perlopiù a carattere polivocale,
eseguita in ambito religioso, ma esterno alle celebrazioni liturgiche
ufficiali. In tal senso, le vicende del canto sacro sono sempre
state duplici: da un lato la creazione artistica e l’esecuzione
affidata a specialisti; dall’altro la ricezione e la rielaborazione
popolare, affidata alla trasmissione orale. Ne è derivato
un ampio patrimonio fortemente individuato ma in via d’estinzione:
partiture di alto interesse musicologico che l’ensemble
Dal Canto Nostro vuole esemplificare incentrando tuttavia lo sforzo
sull’esplorazione dellaparticolare vocalità ad esse
legata. In programma dunque inni, laude, canti liturgici e lectiones
polifonicae tratte soprattutto dal repertorio italiano.
(La Prealpina 18 giugno 1994)
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